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Fatinhos e Palavrinhas

Fatinhos e Palavrinhas

A partire dagli anni '70 nacquero organicamente,
dallo spirito di discepolato dei Soci co-fondatori e dei cooperatori della TFP,
due consuetudini che permisero di conoscere ancor più
il profilo del nostro Fondatore.
Quindi, dopo ogni "Santo do dia" si stabilì l'abitudine di chiedergli
di raccontare un "Fatinho", cioè, un aneddoto tratto dai suoi ricordi.
Alla pari di questi episodi illustrativi,
in certi brevi incontri il Dott. Plinio rispondeva a qualche concisa domanda
con una parolina, ossia, una "Palavrinha".

 


 

UN "FATINHO" IN RICORDO DI DONNA LUCILIA
(22 Aprile 1876 - 21 Aprile 1968)

 

(Potrebbe descriverci come si celebrava il Venerdì Santo in casa di sua mamma, Donna Lucilia?)

 

Donna LuciliaSecondo un'antica tradizione di famiglia le sue sorelle, i nipotini ed altri parenti - il figlio e la figlia evidentemente - il Venerdì Santo alle tre del pomeriggio, l'ora in cui si celebra la morte di Nostro Signore Gesù Cristo sul Calvario, si riunivano a casa sua. Lei aveva un vecchio crocifisso che era appartenuto a suo padre; credo che fosse dei tempi in cui il Brasile divenne indipendente, o anche un po' prima della fine del periodo del Brasile coloniale, qualcosa così.

Ebbene, questo crocifisso molto antico lei lo conservava in un cassetto e lo usciva una volta all'anno per pregarci dinanzi in quel giorno. Lo poggiava su di un mobile del mio ufficio ed accendeva una candela. Infatti, quando si era sposata le avevano regalato un candelabro di valore nel quale installava una candela e lei stessa componeva con carta velina una specie di fiore molto delicato per ornarla e, quindi, dava inizio alle preghiere.

Mamma era molto devota al Sacro Cuore di Gesù, che fu perforato da una lancia quando Egli era sulla croce. Perciò pregava le litanie al Sacro Cuore, da un messale francese che aveva, con traduzione in portoghese. Leggeva le litanie e tutti i familiari rispondevano.

CrocifissoIn seguito pregava secondo una serie di intenzioni che supponeva fossero di uno o l'altro tra i presenti: per i defunti che uno volesse liberare dal purgatorio, per le persone ammalate, per coloro che stessero vacillando nella virtù, ecc... E così, pregava a lungo per una serie di intenzioni.

Poi trascorreva un tempo silenziosa, pregando a bassa voce; ma capivamo che non si doveva fare domande, perché erano certe intenzioni che aveva in mente e che non intendeva esternarle a nessuno. Oserei immaginare che anch'io figuravo tra quelle. Comunque fosse, di quel che chiedeva per ciascuno ne aveva piena consapevolezza e lo sapeva pure il Sacro Cuore di Gesù. Per quello si prendeva un bel po' di tempo; e allora le persone si stancavano in proporzione del loro fervore. I meno fervorosi si stancavano più presto, mentre i più fervorosi stavano più a lungo in preghiera.

Trascorso un certo tempo, tutti si alzavano e si mettevano a sedere, mentre lei continuava ancora a pregare. Infine, mamma faceva il Segno della Croce e si rivolgeva ai presenti con molta affabilità, ad uno ad uno, salutava chi ancora non avesse ancora salutato e iniziava una comune conversazione familiare.

Abitualmente, quando qualcuno veniva visitarci, lei offriva sempre qualcosa. In quel giorno speciale, però, non offriva nulla. Era un giorno di digiuno e, fuori dai pasti, in casa sua non si mangiava: era il Venerdì Santo.

("Fatinhos" e "Palavrinhas" furono registrati al magnetofono ma non rivisti dall'autore. La loro traduzione in italiano è a cura del responsabile di questo sito)

 

TFP

 

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