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CHRISTUS VINCIT!

 

Christus vincit!

 

Nell'augurare una Santa Pasqua a tutti i visitatori,
i figli spirituali di Plinio Corrêa de Oliveira
gioiscono nell'offrirgli queste riflessioni del Fondatore
sulla trionfale Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo

 

La Risurrezione rappresenta il trionfo eterno e definitivo di Nostro Signore Gesù Cristo, il totale scompiglio dei suoi avversari, e il massimo argomento della nostra Fede. San Paolo disse che, se Cristo non fosse risuscitato, la nostra Fede sarebbe vana. È sul fatto soprannaturale della Risurrezione che si fonda tutto l'edificio del nostro credo. Meditiamo, quindi, su questo argomento. (...)

Tutto ciò che si riferisce a Nostro Signore ha la sua applicazione analogica alla Santa Chiesa Cattolica. Vediamo spesso, nella Storia della Chiesa, che quando pareva irrimediabilmente smarrita e tutti i sintomi di una imminente catastrofe sembravano minare il suo organismo, subentrarono sempre eventi che La sostennero viva contro ogni aspettativa dei suoi avversari. Un fatto curioso è, che a volte, non sono gli amici della Santa Chiesa che vengono in suo soccorso: sono proprio i suoi nemici. Ad esempio, in un'epoca delicatissima per il Cattolicesimo, come furono i giorni di Napoleone, non accadde, appunto, l'episodio del tutto stupefacente di essersi riunito il Conclave che elesse Pio VII, sotto la protezione delle truppe russe, tutte loro scismatiche e ubbidendo a un sovrano scismatico? Infatti, in Russia, la pratica della Religione Cattolica era soppressa in mille modi. Eppure erano proprio le truppe di questo paese che garantivano in Italia la libera elezione di un Sovrano Pontefice, esattamente nel momento in cui la vacanza della Sede di Pietro avrebbe causato alla Santa Chiesa danni dai quali, umanamente parlando, forse non si sarebbe più rialzata.

Questi sono i mezzi meravigliosi a cui la Provvidenza ricorre per dimostrare che possiede il supremo governo di tutte le cose. Tuttavia, non dobbiamo pensare che la Chiesa abbia dovuto la sua salvezza a Costantino, a Carlo Magno, a Don Giovanni d'Austria o alle truppe russe. Ancor quando Ella sembra totalmente abbandonata e persino quando il concorso dei mezzi per vincere più indispensabili nell'ordine naturale sembrano mancarLe, siamo certi che la Santa Chiesa non morirà. Come Nostro Signore, Ella si rialzerà con le sue proprie forze che sono divine. E quanto più sarà inspiegabile, umanamente parlando, l'apparente risurrezione della Chiesa – 'apparente', accentuiamo, perché la morte della Chiesa non sarà mai reale, all'opposto di quella di Gesù – tanto più gloriosa sarà la vittoria. (...)

Questa certezza tranquilla del potere della Chiesa, tranquilla di una tranquillità tutta fatta di spirito soprannaturale, e non di qualche indifferenza o indolenza, possiamo impararla ai piedi della Madonna. Solo Lei conservò integra la Fede, quando tutte le circostanze sembravano aver dimostrato la totale sconfitta del suo Divino Figlio. Disceso dalla Croce il Corpo di Cristo, versata, per mani dei suoi aguzzini, non soltanto l'ultima goccia di Sangue, ma anche di acqua e accertata la sua Morte, non solo dalla testimonianza dei legionari romani ma anche dagli stessi fedeli che procedettero al seppellimento, dopo che fu posata sul sepolcro l'immensa pietra che doveva servirGli da invalicabile sigillo, tutto sembrava perso. Ma Maria Santissima crebbe e confidò. In quei giorni di suprema desolazione, La sua Fede si conservò talmente salda, così serena, tanto normale, quanto in qualsiasi altra occasione della sua vita. Lei sapeva che Egli sarebbe risuscitato. Nessun dubbio, neppur il più lieve, macchiò il suo spirito. Quindi, è ai suoi piedi che dobbiamo implorare ed ottenere questa costanza nella Fede e nello spirito di Fede, il quale deve essere la suprema ambizione della nostra vita spirituale. Mediatrice di tutte le grazie, esempio di tutte le virtù, la Madonna non ci rifiuterà qualsiasi dono che in questo senso Le chiediamo. (...)

Causa ammirazione il modo come Nostro Signore penetrò nella sala totalmente chiusa, in cui stavano gli Apostoli, e ivi Si presentò. Con questo miracolo, Gesù dimostrò che, per Lui non ci sono barriere insormontabili. (...)

Così come non esistono pareti materiali che resistano a Gesù, che tutte traspone senza distruggerle, così pure non ci sono barriere che arrestino l'azione della grazia. Anche dove l'apostolo militante, per dovere morale, non può entrare, lì pertanto penetra, in mille modi che solo Dio sa, la sua grazia. Sia una predica ascoltata alla radio, sia un buon libro che in modo del tutto fortuito viene trovato in un autobus, sia una semplice immagine che si intravvede passando davanti a una casa, di tutto questo e di mille altri strumenti, può servirsi la grazia di Dio. E affinché la grazia penetri in certi ambienti occorrono la preghiera, la mortificazione e la vita interiore. Esse placano l'ira di Dio e inclinano la bilancia dal lato della misericordia. Quindi, penetrano in ambienti che molti reputano impenetrabili all'azione divina. Peraltro, l'agiografia cattolica ci fornisce mille esempi. Infatti, non vi fu il caso di un'espressiva conversione avvenuta a un giovane empio, che fu toccato da buoni sentimenti quando, a carnevale, per sfregio, indossò l'abito di San Francesco? Fu la propria fantasia che lo convertì. Dunque, la sapienza divina può servirsi persino dello sfregio della Religione, per operare conversioni. Però, queste conversioni vanno ottenute. E noi le otterremo senza alcun rischio per le nostre anime, unendo la nostra vita interiore, le nostre preghiere, i nostri sacrifici ai meriti infiniti di Nostro Signore Gesù Cristo.

(Plinio Corrêa de Oliveira – "O Legionário", 25 Aprile 1943)

 

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