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Encomi ed Avalli

DA UNO STORICO FRANCESE DI FAMA MONDIALE

Prefazione all'edizione francese di
"Nobiltà ed élites tradizionali analoghe
nelle allocuzioni di Pio XII al Patriziato ed alla Nobiltà Romana"

 

Il professor Plinio Corrêa de Oliveira, eminente giurista, specialista di storia moderna e contemporanea, ha svolto il suo insegnamento nella prestigiosa Università Cattolica di San Paolo. Le sue opere, i suoi articoli di carattere socio-religioso e politico, gli hanno procurato una rinomanza internazionale. Cattolico militante, non ha cessato di difendere i valori tradizionali, in nome non di uno sterile passatismo, ma della Fede autentica, ergendosi contro la tirannia totalitaria quali che fossero le forme che essa prendeva.

Nel presente studio, egli traccia il cammino della nobiltà - più genericamente, delle élites -; mostra quale ruolo eminente essa ha assunto nel corso dei secoli, l'influenza che ha esercitato in concorso con la Chiesa; sottolinea le ragioni di quest'influenza, della quale la nostra epoca non ripete che un'eco sorda, eppure ancora percepibile.

A partire da questa constatazione, egli definisce gli obblighi e i doveri che incombono alla nobiltà, per quanto i privilegi di diverso genere che essa deteneva siano stati aboliti, e malgrado la diminuzione, o la scomparsa, della sua ricchezza. Nella sua dimostrazione, egli si riferisce costantemente alle Allocuzioni rivolte da Papa Pio XII al patriziato ed alla nobiltà romana, sottolineando insistentemente quanto sia evidente che il pensiero del Sommo Pontefice rivesta una portata universale e concerna l'insieme di quello che può chiamarsi patriziato. Il professor Corrêa de Oliveira analizza brillantemente questi testi (che vengono riprodotti integralmente in appendice), li spiega, li arricchisce di commenti e di riflessioni personali, ne trae un'argomentazione ben strutturata in cui d'altronde spicca il giurista. Egli non si limita all'analisi, individuando il ruolo, o la missione, che può essere affidata al patriziato nel mondo attuale e futuro.

Il professor Corrêa de Oliveira si situa tra gli spiriti chiaroveggenti che percepiscono, con un acume quasi doloroso, la metamorfosi che si è operata nella società attuale, la cui fisionomia futura non è prevedibile. Egli teme, non senza giusti motivi, che l'effetto combinato di un progresso galoppante e di un malinteso ugualitarismo finisca col far scomparire l'individuo in un mostruoso livellamento. È sotto questo aspetto che egli, con Pio XII, stabilisce la missione del patriziato, preso nel suo senso più ampio, a meno che questo non preferisca autodistruggersi e scomparire. In altri termini, egli invita le élites a non attardarsi nel rimpianto per le grandezze svanite, a non escludersi dalla società, ma ad entrare risolutamente nella vita attiva, a impegnare i propri talenti, la propria eredità di esperienza, le proprie tradizioni famigliari e perfino il proprio stile di vita, al servizio della società e nell'unica preoccupazione del bene comune.

"Ma la tradizione - scrive citando Pio XII - è cosa molto diversa dal semplice attaccamento ad un passato scomparso; è tutto l'opposto di una reazione che diffida di ogni sano progresso. Il suo stesso vocabolo etimologicamente è sinonimo di cammino e di avanzamento. Sinonimia, non identità. Mentre infatti il progresso indica soltanto il fatto del cammino in avanti passo innanzi passo, cercando con lo sguardo un incerto avvenire, la tradizione dice pure un cammino in avanti, ma un cammino continuo, che si svolge in pari tempo tranquillo e vivace, secondo le leggi della vita. (...) No, non si tratta di risalire la corrente, di indietreggiare verso forme di vita e di azione di età tramontate, bensì, prendendo e seguendo il meglio del passato, di avanzare incontro all'avvenire con vigore di immutata giovinezza".

Il professor Corrêa de Oliveira affida dunque con molta precisione alle élites la missione di salvaguardare e promuovere quei valori tradizionali suscettibili di armonizzare il mondo di domani, in particolare i valori religiosi, senza i quali la creatura umana non è più altro che un robot e il popolo diventa la "massa".

Si potrebbe forse dire che egli talvolta sogna un qualche Stato ideale, una Gerusalemme terrestre, imitando il grande san Luigi IX. Ciò non toglie che quest'opera è notevole sotto tutti gli aspetti, specialmente per l'abbondanza e la rigorosa esattezza della documentazione, per la universalità della cultura dell'autore, per la trasparenza del suo pensiero. Ma va apprezzato anche lo sforzo di prospettiva, quando egli affronta l'avvenire del mondo attuale. Tutto ciò che riguarda le élites, da vicino o, da lontano, trarrà profitto da questo studio. Esso propone un cammino e pone le prime pietre miliari della strada da seguire.

Non sarà questo l'annuncio di quel XXI secolo che, com'è stato detto, sarà mistico o non sarà affatto?

Georges Bordonove

 

 

Dati biografici dello storico Georges Bordonove

 

Georges Bordonove

 

Il noto storico francese Georges Bordonove è nato a Enghien (Seine-et-Oise) il 25 maggio 1920. Ha fatto i suoi studi nel Liceo Fontanes e nella Facoltà di Lettere e di Diritto di Poitiers, laureandosi in entrambe discipline. Scrittore, autore di settanta libri e saggi, di numerosi articoli e novelle, molti dei quali sono stati premiati ("Grand Prix des Libraires de France" - 1959, "Prix Bretagne" - 1963), Bordonove è Cavaliere della Legione d'Onore e Commendatore dell'Ordine Nazionale al Merito nonché "Officier des Arts et des Lettres".

 

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