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Encomi ed Avalli

DAL CARDINALE MARIO LUIGI CIAPPI, OP
AL PROF. PLINIO CORRÊA DE OLIVEIRA

 

Roma, 18 febbraio 1993

Egregio Professore,

La sua chiara fama e le parole di plauso e incoraggiamento per la sua opera dell'insigne P. Victorino Rodríguez O.P., generalmente ritenuto una delle glorie della teologia contemporanea, mi hanno portato a leggere con vivo interesse il libro "Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII al Patriziato ed alla Nobiltà romana".

Quando Pio XII diede al mondo la splendida serie di quattordici allocuzioni al Patriziato ed alla Nobiltà romana, furono non pochi quelli che videro in esse non tanto un'opera allo stesso tempo teologica, filosofica e storica su valori destinati a svolgere ancora un ruolo fondamentale e perenne, quanto una nostalgica effusione di amore a virtù, grandezze e glorie, che il mondo capiva sempre meno.

La più recente delle menzionate allocuzioni fu quella del 1958. Trascorsi più di trenta anni, è possibile constatare quanto si ingannarono quest'ultimi. Infatti, Papa Pacelli aveva visto giusto il corso degli avvenimenti. Oggidì non solo il vecchio accanimento antinobiliare va gradualmente spegnendosi, ma appaiono anche un po' dappertutto intellettuali di spicco che mettono in risalto quanto la perdita di autentiche élites, con la conseguente volgarizzazione del tipo umano, va a scapito della cultura e dello stile di vita della società contemporanea. Perciò si manifesta in molti luoghi un'ardente aspirazione in favore della restaurazione dell'influenza di autentiche élites sulle moltitudini, in modo che queste tornino ad essere - secondo l'insegnamento di Pio XII - popoli e non masse anonime (cfr. Radiomessaggio natalizio di Pio XII, 1944).

In questo contesto storico, la sua opera si rivela di straordinaria opportunità, poiché echeggiando il magistero di Papa Pacelli, e commentandolo con notevole penetrazione e coerenza, rivolge un appello alla nobiltà e analoghe élites affinché collaborino, più animate che mai, al bene comune spirituale e temporale delle nazioni.

Ad essa spetta, infatti, come sottolinea quell'immortale Papa, la preziosa missione di trasmettere con l'esempio, la parola e l'azione, il tesoro di verità religiose e temporali della Cristianità, la torcia luminosa di tante verità di cui le società non si potranno mai dimenticare, senza rischio di soccombere di fronte al vortice di caos e di miseria morale che le minaccia.

Mi auguro dunque che venga ben recepito questo libro al quale Lei ha dedicato le ampie risorse della sua intelligenza e della sua erudizione, oltre al suo illimitato amore alla Chiesa. Piaccia alla Divina Provvidenza favorirne una vasta diffusione, perché possano essere sempre più comprese sia l'opzione preferenziale per i nobili, ispirata a Pio XII e che Lei mette in luce, quanto l'opzione preferenziale per i poveri, a cui l'attuale pontefice dedica il suo sviscerato amore.

Mario Luigi Card. Ciappi O.P.

 

Giglio

 

Dati biografici di S.E. il Cardinale Ciappi

 

Cardinale Ciappi

 

Il Cardinale Mario Luigi Ciappi O.P., nacque a Firenze il 6 ottobre 1909 ed è stato ordinato sacerdote il 26 marzo 1932. Svolse una lunga attività docente nell'Angelicum dove insegnò Teologia Morale e Dogmatica e Mariologia. Fra i suoi allievi ci fu l'allora sacerdote Karol Wojtyla, più tardi S.S. Giovanni Paolo II. Il Cardinale Ciappi diventò decano della Facoltà di Teologia di quest'ateneo. È stato elevato alla dignità episcopale come titolare della Chiesa di Miseno il 10 giugno 1977 e, nel concistoro del 27 giugno dello stesso anno, ricevette il capello cardinalizio dalle mani di S.S. Paolo VI col titolo di Sacro Cuore di Gesù Agonizzante in Vitinia.
È stato fino al 1989 teologo della Casa Pontificia, ossia teologo personale del Santo Padre. È attualmente presidente della Pontificia Accademia Romana di San Tommaso d'Aquino e di Religione Cattolica, che riunisce alcuni fra i più noti nomi della teologia contemporanea.

 

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