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Encomi ed Avalli

DAL NOTO TEOLOGO SPAGNOLO P. VICTORINO RODRÍGUEZ
PER IL PROF. PLINIO CORRÊA DE OLIVEIRA

 

Madrid, 24 giugno 1993

Caro amico e ammirato professore:

Ho letto con piena attenzione l'originale della sua magnifica opera "Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Pio XII al Patriziato ed alla Nobiltà romana", che ha avuto la gentilezza di inviarmi per una revisione. Mi sento molto onorato della fiducia che pone sulla mia valutazione e possibili annotazioni. Del resto, ammiro il suo impegno nel voler portare a galla una causa così nobile nonché l'umiltà di chiedere un parere a chi sa meno di Lei sull'argomento, sia nel suo aspetto dottrinale che in quello storico.

Devo dirle che non ho trovato assolutamente niente di censurabile, neanche perfezionabile nel suo proposito. Voglio sottolineare soltanto ciò in cui ritengo Lei abbia particolarmente colto nel segno.

Per primo, l'aver scritto un'opera su questo tema. Era necessaria; e il punto di partenza e principale base dell'argomentazione non poteva essere più ben scelto: le allocuzioni di Pio XII al Patriziato ed alla Nobiltà romana di successivi capodanni. A quell'eccezionale Papa Pacelli, che portava la nobiltà nella sua mente, nel suo cuore e nel suo sangue, singolarmente attento ai problemi ed alle attese del suo tempo, non potevano non preoccupare quelli della Nobiltà alla quale dirigeva queste allocuzioni, così opportunamente riportate alla luce da un nobile brasiliano, che ha tanto a cuore la devozione alla Sede Apostolica e l'amore per la Civiltà Cristiana.

Secondo, la sua opportunità, giacché gli autentici valori della Nobiltà si trovano molto eclissati dall' "ugualitarismo" postrivoluzionario e dalle moderne democrazie inorganiche. Sono più notori ("nobile" = "noscibile", preclaro, eccellente, famoso) i numeri (di voti o di dollari) che le qualità dignificanti (scienza, virtù, arte). Tuttavia, come tante volte ho sentito dire dal grande teologo Santiago Ramírez, "la verità non è democratica ma aristocratica". Mi auguro che la su opera, così accuratamente documentata e ragionata, metta in primo piano la tradizionale Nobiltà, portatrice di dignità, di onestà, di umanesimo aperto a Dio ed al bene comune sociale.

Terzo, mi sembra inoltre molto giusta e cristiana la complementarità armonica che segnala fra "l'opzione preferenziale per i poveri", così accentuata dalla nuova evangelizzazione e "l'opzione preferenziale per i nobili". Si tratta infatti di due prospettive, non esclusiviste ma complementari. La chiave di lettura penso che sia questa: bisogna amare di più i migliori e bisogna aiutare di più ai più bisognosi. Ne derivano le due opzioni preferenziali armonizzate. L'opzione caritativa per gli indigenti non deve essere a scapito della singolare stima di cui la nobiltà è degna, soprattutto quando quella stima è in ribasso in epoche di massivo ugualitarismo. Molto a proposito si ricorda il dato della quantità di santi canonizzati nei ranghi della Nobiltà. E' stato proprio Pio XII a canonizzare, nel 1943, Santa Margherita d'Ungheria, O.P., figlia del Re d'Ungheria e nipote dell'Imperatore di Costantinopoli.

Quarto, è interessante pure soffermarsi, in un'epoca di "pacifismo" ( = la pace ad ogni costo) nell'argomento della guerra giusta, nella quale tante volte dovette impegnarsi la nobiltà, tanto quella militare come quella civile ed ecclesiastica. Il Magistero e la Teologia ebbero e hanno molto da dirci, come viene ricordato in Documenti XI.

Quinto, infine, è opportuno ricordare in questo tempo in cui per alcuni la democrazia è l'unico dogma politico, senza discernimenti né ulteriore risoluzione etica, le formulazioni della dottrina sociale cattolica sulle altre forme di governo. Il Magistero ha fatto propria la dottrina ricca di sfumature di San Tommaso, tante volte ripresa dai pensatori cattolici e adesso dal Prof. Plinio Corrêa de Oliveira nell'Appendice III della sua opera.

Potrei sottolineare molti altri punti d'interesse nella sua opera ma non voglio dilungarmi, né ripetere ciò che il lettore troverà più profusamente e meglio esposto. Con queste annotazioni provo di aver letto l'originale con piacere e di corrispondere al suo amichevole gesto.

Victorino Rodríguez, 0.P.

 

Giglio

 

Dati biografici del Rev. Padre Victorino Rodríguez

 

Padre Victorino Rodríguez

 

Il Padre Victorino Rodríguez y Rodriguez, O.P. è una delle figure intellettuali di maggiore spicco nella Spagna odierna. Nato a Carriles, in Asturias, il 14 febbraio 1926, entrò a 19 anni nell'ordine di San Domenico. Ordinato sacerdote nel 1952, andò a Roma a completare i suoi studi ed ottenere il dottorato.

Insigne teologo, attualmente priore del Convento di Santo Domingo el Real a Madrid, è stato professore della Facoltà di Teologia di Santo Stefano a Salamanca e ordinario della Pontificia Università di quella città. È professore del Consiglio Superiore di investigazioni Scientifiche di Madrid, membro della Reale Accademia di Dottori di quella città e della Pontificia Accademia Romana di Teologia. Ha pubblicato più di 250 titoli, fra articoli e libri, molti dei quali presso la famosa editrice BAC di Madrid.

 

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