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Cronache filiali

COME NACQUE IL CAPOLAVORO DEL DOTTOR PLINIO

 

Nelson Ribeiro Fragelli

 

Integra del discorso pronunciato da un figlio spirituale
nel Convegno realizzato a Palermo l'11 dicembre 2009

 

Eccellenza Rev.ma Mons. Luigi Bommarito,
Reverendi Sacerdoti,
Signore e Signori,

"Rivoluzione e Contro-Rivoluzione", l'opera fondamentale di Plinio Corrêa de Oliveira, riceve in occasione del suo cinquantesimo anniversario, nella storica città di Palermo, un omaggio sincero. Omaggio che estendiamo al curatore dell'edizione del cinquantenario, Sig. Giovanni Cantoni, grande diffusore in Italia di questo libro. Tutti quelli che hanno conosciuto di persona l'autore di "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione", concorderanno con me nel dire che, se oggi egli fosse stato presente, sarebbe stato invaso da una profonda commozione.

 

Giglio

 

Si dice che la causa è sempre più grande dell'effetto. Ebbene anche il pensiero di Plinio Corrêa de Oliveira è più esteso delle tesi contenute in "Rivoluzione e Contro Rivoluzione". Infatti i concetti succintamente esposti in questo libro, sono stati più volte minuziosamente esplicitati dallo stesso autore, non solo durante le innumerevoli conferenze quotidiane tenute ai membri della TFP, ma anche attraverso la pubblicazione di articoli in giornali e riviste, nonché in tutti i suoi libri, i cui contenuti riecheggiano fedelmente i principi racchiusi nella sua opera magna "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione".

Più che la sintesi del suo pensiero, quest'opera rappresenta la sintesi degli ideali a cui l'autore consacrò tutta la sua vita. Proprio il perseguimento di tali ideali ha attirato una folta schiera di seguaci, che, vagante tra gli intricati campi della Rivoluzione, ha trovato nel Dott. Plinio una guida sicura nella lotta in favore della Contro-Rivoluzione.

Tra le tante domande che gli venivano rivolte durante le numerose interviste rilasciate a giornalisti provenienti da ogni parte del mondo e aderenti alle più diverse e stravaganti ideologie, inevitabilmente c'era sempre questa: "Quale è il libro che ha avuto un ruolo decisivo nella sua vita?", oppure quest' altra: "Qual è stato il libro che ha influito di più nella formazione delle sue idee?". Altrettanto inevitabilmente Plinio Corrêa de Oliveira, sorridente e con tono scherzoso, soleva rispondere che non era stato nei libri, né nei saggi di filosofia o di politica che aveva colto il senso profondo della realtà, bensì dall'osservazione della società, degli ambienti, dall'avvicendarsi dei fatti storici, nonché dalle conversazioni degli adulti in famiglia a partire dalle quali egli aveva cominciato a sviluppare il suo pensiero contro-rivoluzionario. Grande era lo stupore dei giornalisti nell'apprendere che non era dai libri che Plinio Corrêa de Oliveira aveva sviluppato l'idea di porre a confronto la Rivoluzione con la tradizione cristiana. Tale rivelazione infatti interrompeva la genealogia di tutta una serie di libri che sembravano scaturire gli uni dagli altri. Il Dott. Plinio diceva spesso: "Ancora molto giovane, al fine di preservarmi fedele ai Comandamenti, ho dovuto prendere una posizione innanzi ai fatti indovinando la dottrina in loro contenuta, prima di leggere nei libri una dottrina per poi applicarla ai fatti".

 

Giglio

 

L'amore per ogni aspetto della Civiltà Cristiana causò in lui, già durante la sua infanzia, un urto con tutte le manifestazioni della Rivoluzione. Da questo shock nacque una sistematica osservazione della realtà e attraverso quest'ultima, giunse pian piano ad elaborare quelle che più tardi sarebbero state le tesi di "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione".

Per esempio, molte delle sue considerazioni contro-rivoluzionarie scaturivano dal semplice raffronto tra l'atmosfera agitata, volgare, scortese che regnava tra i suoi compagni di scuola, e l'ambiente dignitoso e solenne, ancora perfettamente conservato dalle generazioni precedenti. Analogamente l'atmosfera di rispetto e di elevazione che respirava durante le Messe domenicali, celebrate nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, costituiva per lui un termine di paragone per stabilire l'opposizione tra ciò che proveniva dalla Chiesa e ciò che scaturiva dalle tenebre. Inoltre notava che i compagni di scuola più volgari erano, al tempo stesso, quelli che si mostravano più irreligiosi e rozzi; che amavano raccontare barzellette impure e che più facilmente si ribellavano all'autorità degli insegnanti; erano coloro che preferivano i film di Hollywood disprezzando le riviste provenienti dall'Europa. E - come versione politica di questo loro atteggiamento - per seguire la moda, si proclamavano 'repubblicani', ridicolizzando la famiglia imperiale detronizzata pochi anni prima. Così, Plinio, fin dalla tenera età di 10-12 anni, era in grado di riuscire a distinguere gli ambienti dove l'irreligiosità, l'egualitarismo e l'immoralità regnavano sovrani, da quelli permeati di Cattolicesimo, di spirito di castità e di amore alla gerarchia. Sovente ripeteva fra sé e sé: "Questo mondo moderno e io siamo nemici inconciliabili. Mi schiererò per la Chiesa, per la castità e per la monarchia; difenderò sempre la gerarchia sociale e le buone maniere anche se, per questo, dovrò diventare l'ultimo degli uomini, calpestato, frantumato, schiacciato".

 

Giglio

 

Con il trascorrere degli anni, e con l'intensificarsi delle sue osservazioni, capì che la violenta contrapposizione tra il mondo della sua generazione e quello della generazione dei suoi nonni e genitori, era il risultato di un processo più ampio che abbracciava tutta la civiltà occidentale. Due poli opposti si configuravano alla sua vista: da un lato c'era la società cattolica e gerarchica il cui vertice era stato raggiunto nel Medioevo, e dall'altro la società atea e ugualitaria rappresentata dalla Russia comunista,le cui atrocità venivano dettagliatamente descritte dai giornali di allora. Più tardi, all'Università, il giovane Plinio notò lo stesso fenomeno. In altre parole, egli si rese conto che il comunismo, come era accaduto previamente con l'avvento della Repubblica - e anche tutte le precedenti rivoluzioni - non erano rivoluzioni semplicemente politiche o sociali. Le sue radici erano morali e religiose. Le rivoluzioni trovavano il loro dinamismo nelle passioni disordinate in perenne stato di ribellione all'ordine morale plasmato dalla Chiesa. All'età di 21 anni, scrisse così in un articolo: "L'orgoglio e la sregolatezza dei sensi ribellatisi a tutti i freni e a tutte le leggi sono la causa principale della rivolta contro la verità". (O Legionario, no. 64, 24-8-30, pp. 1 e 3, "Quid est veritas?").

Dunque i principi della Rivoluzione e della Contro-rivoluzione venivano delineandosi progressivamente nella sua mente osservando il comportamento degli esseri umani; cioè l'elaborazione concettuale della Contro-rivoluzione nasce come antitesi dell'opera della Rivoluzione anziché come una normale estensione di verità già conosciute.

 

Giglio

 

Purtroppo, negli ultimi secoli, a causa della crisi della Scolastica, le teorie rivoluzionarie registrarono maggiori progressi a confronto dell'ortodossia. Per questo motivo lo studio della verità contro-rivoluzionaria nacque innanzitutto come antitesi all'errore rivoluzionario, e solo successivamente tale studio venne approfondito grazie all'utilizzo dell'immenso tesoro rappresentato dal Magistero Ecclesiastico.

Certi principi basilari presenti nell'opera "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione" non sono stati dedotti da verità conosciute, come se l'autore proseguisse la costruzione di un edificio già iniziato. Infatti il Dott. Plinio ha osservato, analizzato in modo approfondito la Rivoluzione e ne ha tratto l'antidoto. Questo è stato il percorso intellettuale dell'opera che, oggi, noi celebriamo. Questa è una delle sue più notevoli caratteristiche. Non c'è dubbio che alcuni autori di gran valore hanno contribuito al completamento delle sue osservazioni; autori che si sono soffermati su importanti aspetti della realtà che andavano oltre il suo specifico campo di conoscenze. La lettura di "La congiura anti-cristiana", di mons. De Lassus, gli aprì orizzonti presso che insospettabili. Tale opera non solo gli chiarì il carattere satanico della Rivoluzione, ma gli consentì di comprendere come il protestantesimo e la Rivoluzione francese ne fossero le fasi iniziali.

 

Convegno RCR Palermo

 

Uno degli aspetti più originali del pensiero del Dr. Plinio è l'importanza che egli attribuì al ruolo delle tendenze e degli ambienti nel processo rivoluzionario, nel quale le passioni sono il motore principale. Sono gli ambienti e le abitudini, che corrompono le anime più delle eresie. Infatti le tendenze spingono le anime ad aderire ai vari modi di manifestarsi della Rivoluzione nella società, generando così un'istintiva repulsione verso gli aspetti più sacrali della civiltà. Ci sono dunque cattive simpatie o antipatie che guidano le anime sulle vie della Rivoluzione. Indubbiamente, il disprezzo per l'ordine estetico - riflesso della bellezza morale - ripercuote sugli ambienti, sulle abitudini e sui comportamenti, tanto da essere dannosi per le radici della Fede. Quindi, è solo in un secondo tempo che la Rivoluzione costituisce un processo a carattere intellettuale.

Sappiamo, dai racconti pervenutici e riguardanti i primi anni della sua vita, che il Dott. Plinio non solo era molto sensibile ai fattori imponderabili degli ambienti ma addirittura percepiva, con perspicacia, l'influenza che esercitavano sulle anime. Descrizioni di ambienti fatte da Marcel Proust, autore di per sé riprovevole, lo portarono a descrivere ulteriormente i germi rivoluzionari contenuti negli ambienti moderni, nei costumi sociali in voga e - più ampiamente - nelle mentalità. In seguito, trovò nelle opere di J.K. Huysmans, scrittore francese convertito al cattolicesimo, l'arte di descrivere gli imponderabili esistenti negli ambienti della Chiesa Cattolica. In un articolo, estratto da "O Legionario" del febbraio del 1932 il Dr. Plinio scriveva: "Dal punto di vista strettamente religioso, ero principalmente interessato al nuovo genere di apologetica che cercava di stabilire Huysmans. (...) Huysmans fa della Chiesa una descrizione materiale oggettiva, attraverso la quale cerca di evidenziare, con abilità inimitabile, i bagliori del soprannaturale rilasciati da una liturgia magnifica, arricchita da un simbolismo commovente espresso dallo stupendo canto gregoriano, con le sue implorazioni veementi, nel tumulto del suo pentimento, nell'esplosione dei suoi slanci di fiducia nella Divina Provvidenza, nelle lacrimazioni armoniose dei suoi uffici per defunti". Qui vediamo in nuce ciò che più tardi sarebbe diventato un aspetto fondamentale del pensiero del Dr. Plinio e cioè, l'idea che "gli uomini creano ambienti a propria immagine e somiglianza. Questi ambienti, infatti, riflettono i loro costumi e la loro civiltà. Allo stesso tempo però è anche vero, in larga misura, che gli ambienti formano a loro immagine e somiglianza gli uomini, i costumi, le civiltà".

 

Giglio

 

Se mi sono dilungato nel raccontare e nel descrivere dettagliatamente alcuni episodi della vita del Dr. Plinio, cruciali per la formazione delle idee confluite in "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione" è per poter maggiormente sottolineare ciò che ho detto all'inizio di questa relazione: quest'opera è la sintesi perfetta di un pensiero che formatosi fin dalla sua giovane età, divenne lo strumento vincente che l'autore utilizzò tutte quelle volte in cui dovette confrontarsi con la Rivoluzione. Tuttavia, sono sicuro che il racconto di questi lontani antecedenti non ha sufficientemente appagato la vostra curiosità e che, in definitiva, vorreste conoscere ulteriori episodi della vita del Dott. Plinio legati alla redazione di questo libro. La sua stesura è strettamente collegata con i viaggi che il Dott. Plinio fece in Europa negli anni 1950 e 1952. Durante questi soggiorni di breve durata, il Dott. Plinio era solito intrattenersi con un gran numero di personalità più o meno contro-rivoluzionarie, aderenti ai diversi movimenti intellettuali operanti, all'epoca, in questa parte dell'Atlantico. È bene precisare che uno degli obiettivi primari di questi viaggi era quello di trovare un leader europeo a cui poter affidare il suo piccolo gruppo brasiliano. Egli voleva mettersi al servizio di un leader, nato nella culla della civiltà cristiana, la vecchia e venerabile Europa, per meglio organizzare la difesa della Civiltà Cristiana.

Durante questi brevi viaggi europei si rese conto però di dover superare un grande ostacolo. Infatti, i diversi movimenti che aveva conosciuto - sia di natura religiosa e quindi opposti agli errori del modernismo (progressismo) che di impronta soprattutto temporale, quindi apertamente opposti al comunismo e al socialismo - non solo avevano una visione parziale e incompleta della Rivoluzione, ma, cosa più grave, spesso agivano in base a dei progetti distorti da errori che più tardi il Dott. Plinio avrebbe chiamato errori della "falsa destra". Purtroppo i suoi interlocutori europei non conoscevano la portata del suo pensiero in quanto il Dottor Plinio scriveva poco e, proprio per tale motivo, si rese conto che aveva bisogno di un giornale. Così, appena tornato in Brasile, suggerì a Monsignor de Castro Mayer, vescovo conservatore, la fondazione di un giornale, a cui fu dato il nome "Catolicismo", che sarebbe stato spedito alle più importanti personalità europee. I lettori di "Catolicismo" in Spagna, alla fine del 1958, lo invitarono a scrivere un articolo riassuntivo del suo pensiero per il quotidiano "Crusado Español", collegato ad una corrente cattolica, monarchia, di Madrid. Lui accettò l'invito e si mise al lavoro. Nonostante si trattasse di un semplice articolo, durante la sua stesura si sentiva sorretto da una speciale grazia: le idee gli venivano in mente con chiarezza e senza difficoltà. Panorami storici estesi si svelavano ai suoi occhi, la penna correva agilmente.

A poco a poco l'articolo varcava i limiti stabiliti dal "Crusado Español", sino a raggiungere le proporzioni oggi conosciute. Decise allora di tenere il libro e di scrivere un altro articolo da inviare a Madrid. Il testo lo rese particolarmente contento perché per prima volta aveva una sintesi del suo pensiero sui temi Rivoluzione e Contro-Rivoluzione. L'opuscolo fu pubblicato nel centesimo numero di "Catolicismo". In realtà si trattava di un monumento del pensiero cattolico. Venne pubblicato poco prima della fondazione della TFP e i membri, nonché tutti i simpatizzanti di tale associazione erano contenti nell'avere il libro sul "comodino".

 

Giglio

 

Facendo mie le parole del compianto Padre Anastasio Gutierrez, canonista di fama e professore nelle migliore università romane, concludo dicendo che "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione" è "un'opera profetica nel senso migliore della parola, inoltre, il suo contenuto dovrebbe essere insegnato nei centri superiori della Chiesa, in modo che almeno le classi d'elite prendono chiara consapevolezza della realtà sconvolgente, della quale - credo - non c'è chiara conoscenza". Era fonte di particolare gioia per il Dott. Plinio, il sapere non solo l'ampia diffusione di "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione" in Italia, ma soprattutto la profonda comprensione che il pubblico italiano aveva del suo libro. Il Reggente Nazionale di Alleanza Cattolica, il caro amico Sig. Giovanni Cantoni, è la prima persona che ha compreso il bene che la traduzione di questo libro avrebbe fatto alla gloriosa Nazione italiana e non ha risparmiato sforzi per pubblicarne successive edizioni. A lui, ai suoi più stretti collaboratori, nonché ai membri di Alleanza Cattolica, con profonda commozione rinnovo, a nome di tutti i membri delle TFP i più sentiti ringraziamenti.

Nelson Ribeiro Fragelli

 

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