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CHRISTUS VINCIT!

21/04/2019
 
CHRISTUS
VINCIT!

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INTERVISTA AL DUCA DI OLDENBURG

membro di Tradizione, Famiglia, Proprietà (TFP) in Germania
e responsabile, a Bruxelles, del Bureau di rappresentanza della
Federazione Pro Europa Cristiana

 

Duca di OldenburgIl Duca di Oldenburg discende da due delle più illustri case dinastiche tedesche ed è laureato in agronomia. I suoi antenati paterni erano sovrani del Gran-Ducato di Oldenburg, nel nord della Germania, e si sposarono con ereditiere di diversi troni europei. La famiglia Oldenburg regna in Danimarca (sin dal 1448) e in Norvegia (sin dal 1905), avendo regnato in Russia (1796-1917), in Grecia (1863-1974) e in Svezia (1751-1818). Nel Regno Unito, quando la Regina Elisabetta II sarà succeduta al trono, esso dovrà passare dall'attuale casato di Windsor a quello di Oldenburg, nella persona del Principe Carlo o dei suoi discendenti, posto che il Principe Philip, consorte della Regina, è oriundo della dinastia greca, che è un ramo degli Oldenburg.

Dal lato materno, il Duca Paul, discende dalla famiglia dei Hohenzollern, la dinastia degli antichi re della Prussia che successivamente furono Imperatori della Germania sino alla caduta del Kaiser Guglielmo II, alla fine della Prima Guerra Mondiale. Il Duca Paul è sposato con Doña Pilar Méndez de Vigo y Löwenstein e padre di quattro figli: i duchi Kiril, Carlos e Paul Maria, nonché la piccola duchessa Maria Assunta.

 

Duca di Oldenburg

 

Da quando esiste e qual' è la funzione del Bureau di rappresentanza della Federazione Pro Europea Cristiana a Bruxelles?

Il Bureau è stato inaugurato l'8 dicembre del 2009 sotto il patrocinio dell'Immacolata Concezione, del cui aiuto abbiamo tanto bisogno. Il nostro obbiettivo è difendere le radici cristiane d'Europa, in particolare quelli che Papa Benedetto XVI ha chiamato i "valori non negoziabili", ossia, il diritto alla vita dal concepimento sino alla morte naturale, il carattere sacro della famiglia fondato sul matrimonio tra un uomo e una donna, il diritto dei genitori di educare i figli senza l'interferenza indebita dello Stato.

Un caso recente illustra bene la necessità di questo operato: attualmente in Europa c'è molta reazione al fatto che una mamma tedesca si trovi in carcere per il solo fatto di aver rifiutato che i suoi figli assistessero a lezioni di educazione sessuale nella scuola pubblica - in realtà, lezioni di "corruzione morale".

 

Ma perché è stata scelta Bruxelles come sede per le attività del Bureau?

Duca di OldenburgLa risposta alla sua domanda necessita di una spiegazione preliminare. Una settimana prima dell'inaugurazione del Bureau, entrò in vigore il Trattato di Lisbona - versione camuffata del progetto di Costituzione europea proposto da un Presidium e riformato dagli olandesi e francesi - il quale, oltre a ridurre ancor più la sovranità degli Stati membri, impose a questi paesi la Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea. Questa carta rappresenta per l'Europa qualcosa di simile al Piano Nazionale dei Diritti Umani - 3 per il Brasile, ovvero, ancor più facilitazioni all'aborto, l'uguaglianza di diritti per gli omosessuali, la negazione del legato cristiano come una delle fonti di ispirazione dei diritti, l'emarginazione della religione dal dibattito pubblico, ecc.

Dovuto a questa evoluzione, quel che era un dibattito interno ad ogni stato è divenuto un dibattito europeo, poiché la maggior parte delle novità legislative dei membri dell'Unione Europea non è più decisa dai rispettivi parlamenti nazionali, ma è diventata un'applicazione obbligatoria, nel diritto interno, delle cosiddette "direttive" europee. Uno studio sollecitato dal Sig. Roman Herzog, ex presidente della Germania e della Corte Costituzionale Federale, ha dimostrato che l'applicazione di queste "direttive" ha rappresentato più dell'80% della nuova legislazione tedesca tra il 1988 e il 2004. Dopo questa data, le cose non hanno fatto altro che peggiorare! Siccome queste "direttive" sono proposte dalla Commissione Europea, discusse in modo consultivo dal Parlamento Europeo e poi approvate dal Consiglio dell'Unione Europea, il dibattito delle grandi questioni sociali è stato difatti trasferito da Parigi, Londra, Lisbona o Varsavia, a Bruxelles.

Sono stati questi i motivi per cui la Federazione Pro Europa Cristiana (FPEC) ha installato il suo Bureau di rappresentanza a Bruxelles, nel cosiddetto "Quartiere Europeo", a due passi dalla Commissione Europea e un po' più distante dal Parlamento Europeo e dalle diverse istituzioni comunitarie. Questo ci facilita il contatto con i responsabili europei nei loro posti di lavoro, nonché invitarli ad assistere agli eventi proprio nel Bureau.

 

Duca di Oldenburg

 

Questo lavoro di mobilitazione delle coscienze sta dando qualche risultato?

Certamente, a giudicare dalla partecipazione del pubblico alle conferenze ed alle riunioni di coordinazione. Praticamente tutte le correnti conservatrici attive nelle istituzioni europee partecipano ai nostri eventi; sia la crema della società molto cosmopolita che vive attualmente a Bruxelles, sia l'alta nobiltà belga.

 

Qual' è specificamente il suo lavoro?

È quello di non avere alcun lavoro specifico! Io sono il "viso" del Bureau e, in quanto tale, il responsabile per stabilire e mantenere i contatti con gli alti funzionari, i parlamentari, i leader delle associazioni conservatrici e l'elite belga. E, da un altro canto, per supervisionare l'organizzazione delle attività generali del Bureau.

 

Certamente questo non lascia molto il tempo ad altro...

Un po' di tempo rimane, il che mi ha permesso, per esempio, di lanciare via internet una campagna della FPEC contro l'aborto e il "matrimonio" omosessuale nel Lussemburgo. La campagna si chiama SOS Vita e ha già riscontrato delle iniziative di successo.

 

C'è qualche altro caso come questo?

Duca di OldenburgSì. A fine anno scorso, abbiamo organizzato un'interpellanza al primo ministro Juncker, leader del CSV, il Partito Democratico Cristiano del Lussemburgo, al potere sin dalla Prima Guerra mondiale. In questa interpellanza abbiamo denunciato il fatto che l'attuale programma del partito era l'opposto del suo nome "cristiano", visto che, a fine 2008, aveva imposto la legalizzazione dell'eutanasia - che il Granduca rifiutò di firmare, essendo per questo spogliato di una parte dei suoi poteri. E adesso, oltre a voler peggiorare la legge sull'aborto, pretendeva anche riconoscere il così detto matrimonio omosessuale e stabilire l'adozione semplice di bambini a "coniugi" dello stesso sesso. Abbiamo aggiunto che queste richieste legislative aprivano un conflitto religioso nel Gran Ducato, perché i cittadini (cattolici nella loro immensa maggioranza) dovevano scegliere tra l'obbedire a Dio oppure obbedire alla legge iniqua degli uomini. Dunque, una delle due: o il partito eliminava il qualificativo di "cristiano" dal suo nome, oppure riformava il suo programma. Abbiamo inviato il testo a metà delle famiglie di Lussemburgo - la cui popolazione eccede di poco più il mezzo milione di abitanti - e verso la zona rurale, dove vive la parte più conservatrice della popolazione, che vota tradizionalmente per il CSV. La divulgazione ha avuto molte ripercussioni, tanto che la principale emittente radiofonica e televisiva di Lussemburgo (la RTL che d'altronde è la maggior radio d'Europa) mi ha intervistato e per 48 ore ha mantenuto la notizia della nostra interpellanza tra le principali novità del suo sito. Jean-Claude Juncker non ha risposto, ma non ha dato pure sèguito alle sue iniziative.

 

Se Vostra Altezza lo permette, vorrei che adesso spiegasse un po', non direttamente il Bureau, ma la Federazione stessa. Che cos'è e quali sono i suoi obiettivi.

La Federazione è stata fondata nel 2002 e riunisce otto associazioni europee che operano in sei paesi dell'Europa occidentale, centrale ed orientale. Queste associazioni mirano a difendere i principi cristiani nell'ordine sociale, ispirando la loro azione al pensiero ed ai metodi ideati dal grande leader cattolico brasiliano, il Prof. Plinio Corrêa de Oliveira. La Federazione non interviene nell'organizzazione interna e nelle attività peculiari di ogni associazione-membro, conservando ognuna le proprie specificità. Tuttavia cerca di contribuire alla promozione di obiettivi comuni, specialmente a livello europeo. Inoltre, cerca di contribuire a una presa di coscienza dei valori comuni in Europa, e in particolare dell'eredità cristiana che fece la sua grandezza e che è alla base del suo patrimonio spirituale.

 

Duca di Oldenburg

 

Se non è troppa indiscrezione, vorrei domandare com'è avvenuta la conversione di Vostra Altezza al cattolicesimo, diventando il primo membro maschile cattolico della sua famiglia dopo l'adesione dei suoi antenati alla pseudo-Riforma di Lutero.

Non è un'indiscrezione, perché questa è stata la maggior grazia ricevuta nella mia vita, e la sua domanda mi offre l'occasione di darne testimonianza, come ringraziamento a Dio per un così immeritato favore. Con l'aiuto della Madonna, la mia conversione è avvenuta in due tappe successive. In una prima fase, la grazia mi ha aperto l'anima agli orizzonti della Contro-Rivoluzione e, solo in sèguito, all'atmosfera della Chiesa Cattolica.

Ho studiato agronomia all'Università di Göttingen, un grande centro accademico vicino alla frontiera con l'antica Germania dell'Est. Nell'Università, un giovane nobile prussiano mio amico aveva creato un'associazione studentesca chiamata Circolo di Göttingen, la cui finalità era difendere i diritti degli antichi proprietari rurali spogliati delle loro terre, e che non le avevano riavute - e neanche avevano ricevuto un indennizzo - dopo la riunificazione del paese. Questo leader studentesco organizzò un week-end di formazione sulla strategia di azione ideologica con i membri di Tradizione, Famiglia, Proprietà (TFP) tedesca. Una delle conferenze fu sulla crisi attuale e il processo storico descritto in Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, di Plinio Corrêa de Oliveira. Io avevo sempre ammirato il Medio Evo, i castelli, la cavalleria, le crociate, le cattedrali e quindi rimasi entusiasmato dalla prolusione, benché, tra l'altro, venisse dimostrato come la pseudo-Riforma Protestante fosse stata la prima Rivoluzione ad aver scosso le fondamenta di quell'ordine medievale che io d'altronde ammiravo. Alcuni tra i partecipanti luterani ci interessammo, dunque, a conoscere meglio la dottrina cattolica.

Poco tempo dopo, i membri della TFP tedesca ci misero in contatto con Mons. Rudolf-Michael Schmitz, e andammo a visitarlo nella residenza bavarese dell'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote, di cui all'epoca era il superiore in Germania. Durante lunghi colloqui, egli ci espose con molta chiarezza la differenza tra la Weltanschauung (visione del mondo) molto equilibrata della Chiesa cattolica e la Weltanschauung pessimista della dottrina luterana sulla giustificazione. Ad un certo punto Mons. Schmitz ci invitò ad assistere alla Santa Messa che avrebbe celebrato nel rito antico, quello tridentino, rivolto verso l'altare. Fu nel silenzio sacrale e nella bellezza della celebrazione di questa Messa che io compresi, come in un flash, che la Chiesa cattolica era l'unica vera Chiesa dell'unico vero Dio.

Dopo alcuni mesi di formazione, abiurai il protestantesimo e fui accolto nella Chiesa Cattolica, a Roma, dalle mani di Mons. Custódio Alvim Pereira, Arcivescovo emerito di Lourenço Marques, oggi Maputo, capitale del Mozambico.

 

In quell'occasione Vostra Altezza entrò nella TFP tedesca?

No, questo passo prese ancora qualche anno. Poco dopo mi sposai, e andai a lavorare in una piccola e sperduta località in Russia per una multinazionale nel campo agro-alimentare. Siccome, dopo qualche tempo, mi resi conto che laggiù non c'erano le condizioni né per lavorare bene, né per educare i miei primi figli, decisi allora di ritornare in Germania. Lì ripresi contatto con i membri della TFP tedesca, specialmente con il Sig. Attilio Faoro, un italo-brasiliano che svolgeva l'apostolato contro-rivoluzionario a Francoforte.

Duca di OldenburgEgli mi invitò a partecipare in Austria ad una Università Estiva della TFP, durante la quale mi impressionò in modo particolare il lavoro realizzato dai giovani della TFP americana nelle università del loro paese e la personalità del Principe Dom Bertrand de Orléans e Bragança. In quella occasione, mi fu offerto il libro Nobiltà ed élites tradizionali analoghe nelle allocuzioni di Papa Pio XII, del Prof. Plinio Corrêa de Oliveira, che iniziai a leggere appena arrivai a casa. La lettura delle parole del Papa e dei commenti del Dott. Plinio sul ruolo naturale di leadership della nobiltà nei destini della società, come pure rispetto ai gravissimi obblighi che da questo decorrono per i nobili, mi misero con le spalle al muro: o io imprimevo un'altra rotta alla mia vita - con l'assentimento di mia moglie - e mettevo al servizio della Contro-Rivoluzione tutto ciò che la Provvidenza mi aveva concesso, oppure mi rintanavo nella mediocrità e nella piccolezza di una vita corretta, ma frustrante; o, peggio ancora, tentavo di imitare uno di quei prìncipi jet-set che danno scandalo. Durante quella benedetta lettura capii che la mia vocazione era proprio quella di essere un contro-rivoluzionario tra le benedette schiere di Plinio Corrêa de Oliveira.

Dopo la conversione al cattolicesimo, questa fu la seconda e maggiore grazia della mia vita: dedicarla alla causa della civiltà cristiana affinché possa venire subito il Regno di Maria, come previsto a Fatima. È quello a cui cerca di contribuire il mio modesto lavoro nel Bureau di Bruxelles, della Federazione Pro Europa Cristiana.

 

Un messaggio finale ai lettori di Catolicismo?

Come no. Che abbiano sempre più devozione alla Madonna, perché Lei è davvero il Rifugio dei Peccatori, la Consolatrice degli Afflitti e l'Ausilio dei Cristiani! Ed anche perché è Lei che calpesterà la testa del serpente - ossia, la Rivoluzione - e restaurerà la civiltà cattolica, come ha promesso a Fatima.

(Brani estratti dalla rivista Catolicismo - aprile 2011)

 

Duca di Oldenburg

 

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