informativachiudiQuesto sito utilizza cookie di profilazione, esclusivamente di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze e per migliorare la tua esperienza di navigazione. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo acconsenti all'uso dei cookie.

A che cosa miriamo

Ideale

 

Il nostro ideale mira ad una società sacrale, alla Civiltà Cristiana vivificata da Nostro Signore Gesù Cristo e dalla Madonna attraverso la Santa Chiesa. Questa Civiltà ha raggiunto un apice nella cristianità medioevale, non riuscendo però a sviluppare tutte le sue potenzialità.

Nell'Enciclica Immortale Dei dell'1-11-1885, il Papa Leone XIII ha descritto in questi termini la Cristianità medioevale:

 

"Fu già tempo che la filosofia del Vangelo governava gli Stati, quando la forza e la sovrana influenza dello spirito cristiano era entrata bene addentro nelle leggi, nelle istituzioni, nei costumi dei popoli, in tutti gli ordini e ragioni dello Stato; quando la religione di Gesù Cristo posta solidamente in quell'onorevole grado che le conveniva, traeva su fiorente all'ombra del favore dei Principi e della dovuta protezione dei Magistrati; quando procedeva concordi il Sacerdozio e l'Impero, stretti avventurosamente fra loro per amichevole reciprocanza di servigi. Ordinata in tal guisa la società, recò frutti che più preziosi non si potrebbe pensare, dei quali dura e durerà la memoria, affidata ad innumerevoli monumenti storici, che niuno artifizio di nemici potrà falsare od oscurare".

 

Per noi del Circolo Culturale Plinio Corrêa de Oliveira è fondamentale evidenziare come quell'equilibrio socio-politico-giuridico manifestatosi nella Civiltà Cattolica medioevale sia stato aggredito da un processo rivoluzionario che, trasformatosi continuamente, dura fino ai nostri giorni. Questo processo può apparire irreversibile, ma in realtà si fa gioco delle nostre paure e delle nostre incertezze.

Con tattiche meschine, la Rivoluzione in una sua fase iniziale ha aggredito la società trasformandola, da sacrale quale era, in umanista e materialista, innescando quel vortice ugualitario e libertario che ci ha portato all'attuale crisi. L'uomo ha accettato la distruzione degli equilibri raggiunti in quanto ha accolto nella propria vita la sensualità e l'orgoglio, permettendo, indi, che la società venisse sottoposta in molti campi non ad una crescita ma ad una regressione.

Ed eccoci arrivati ad una situazione in cui, nelle parole di Giovanni Paolo II, "i cristiani in gran parte si sentono smarriti, confusi, perplessi e perfino delusi" [Insegnamenti di Giovanni Paolo II, Roma Editrice Vaticana, 1981, Vol. II, p.235]

Rientriamo noi fra questi?

Affermava Paul Claudel: "La gioventù non è fatta per il piacere ma per l'eroismo!". I giovani oggi si chiedono, è proprio che davanti a questa situazione non ci sia nulla da fare?

Molti parlano dello "spirito dei tempi". Secondo loro nessuna reazione all'insegnamento della tradizione potrà avere successo perché contraria a questo "spirito". La storia non torna indietro!

Noi ci rifiutiamo di accettare questa logica arrendista. Proclamiamo che è proprio dalla storia che bisogna prendere spunto per proporre l'esatto opposto del processo di decadenza: la Contro-Rivoluzione. La Contro-Rivoluzione non è anacronistica ma attuale. Rappresenta lo stendardo della tradizione cattolica, della saldezza della famiglia e dell'equilibrio sociale rispettoso dell'ordine del creato, da contrapporre al progressismo, a quel modernismo sregolato etichettatosi fantasticamente "al passo dei tempi".

Dobbiamo scegliere se lasciarci travolgere come foglie secche, o affermarci e reagire proclamando che, non solo la tradizione non è morta, ma si trova nel futuro. D'altronde non è vero che la gioventù sia massicciamente schierata col progressismo, anzi proprio nei ceti giovanili si possono trovare le più profonde reazioni.

Molti giovani cambiano le proprie opinioni non perché convinti che siano sbagliate, ma solo perché hanno paura di essere etichettati come arretrati, di essere trattati come diversi e, quindi, di ritrovarsi soli. Oggi però viene loro offerta una soluzione: la Contro-Rivoluzione.

Il prof. Plinio Correa de Oliveira affermava: "Avanziamo verso una nuova civiltà cristiana che nascerà dalle rovine del mondo attuale, così come dalle rovine del mondo romano è nata la cristianità medioevale".

Ecco il canticum novum che il nostro Circolo Culturale propone ai giovani d'oggi.

 

Torna alla Home page »

 
 
 

Per contattarci: info@pliniocorreadeoliveira.it | Per iscriverti alla nostra newsletter clicca qui

Informativa cookie | Tutti i diritti sono riservati. Copyright © 2015 pxl - web sites