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CHRISTUS VINCIT!

09/04/2023
 
CHRISTUS
VINCIT!
 

Pensieri e Massime pliniane

Quando fu canonizzato San Luigi da Monfort

Il REGNO DI MARIA, REALIZZAZIONE DI UN MONDO MIGLIORE

 

Regalità di Maria

L'essenza dell'idea di un mondo migliore è la Regalità di Nostro Signore Gesù Cristo.
La regalità di Nostro Signore Gesù Cristo è la regalità di Maria.

 

Analizzeremo la figura di un Santo che Pio XII elevò all'onore degli altari, il quale fu allo stesso tempo profeta del Regno di Maria ed in un certo senso martire in pro di questo Regno: San Luigi Maria Grignion da Montfort.

 

Giglio

 

San Luigi Maria Grignion da Monfort nacque nel 1673 e morì nel 1716. Lungo i suoi 43 anni di vita, l'Europa trascorse l'ultima fase delle sue epoche più splendenti. L'Ancien Régime attraversava un periodo di grande stabilità, che si ruppe solo nel 1789 con la Rivoluzione scoppiata "bruscamente" in Francia. Se si considerano le cose soltanto in superficie, due erano le forze che sembravano principalmente sicure di un tranquillo avvenire, la Religione e la Monarchia, l'una e l'altra garantite dal polso fermo dei Borboni e degli Ausburgo che allora governavano quasi tutto l'orbe cattolico. Di questa sensazione di splendida sicurezza, partecipavano non solo i Re, i principi ed i nobili, ma anche molti Vescovi, teologi e superiori religiosi. Un'atmosfera di distinzione trionfante aveva conquistato soprattutto la Francia, provata senz'altro dalle sconfitte militari del tramonto di Luigi XIV, ma largamente ricompensata dalla stabilità delle istituzioni, dalla ricchezza naturale del paese dallo splendore della sua atmosfera culturale e sociale, e dalla "douceur de vivre" in cui era come che immersa l'esistenza quotidiana. Si può, dunque, immaginare quale sorpresa, quale stranezza, quale disprezzo certe alte personalità provavano nel sapere che nelle profondità della Bretagna, del Poitou e dell'Aunis, un Sacerdote ignoto, di nome Luigi Grignion da Montfort, dall'eloquenza affascinante ma popolare, agitava le città e le campagne, predicendo per la Francia un terribile e strano avvenire.

 

Giglio

 

Un'eco espressiva di queste predicazioni, la troviamo nelle parole infuocate della sua preghiera chiedendo a Dio missionari per la sua Compagnia (*): "Hanno violato la tua legge [Sal 118 (119), 26], è stato abbandonato il tuo vangelo, torrenti di iniquità dilagano sulla terra e travolgono perfino i tuoi servi. Tutta la terra si trova in uno stato deplorevole [Cf Ger 12,11], l'empietà siede in trono, il tuo santuario è profanato e l'abominio è giunto nel luogo santo [Cf Dan 9,27; Mt 24,15; Mc 13,14]. Signore, Dio giusto, lascerai nel tuo zelo, che tutto vada in rovina? Tutto diverrà alla fine come Sodoma e Gomorra? Continuerai sempre a tacere e sempre pazienterai? (...) Guarda, Signore Dio degli eserciti! I capitani mobilitano intere compagnie, i sovrani arruolano armate numerose, i navigatori formano flotte complete, i mercanti si affollano nei mercati e nelle fiere. Quanti ladri, empi, ubriaconi e dissoluti si raggruppano in gran numero ogni giorno con tanta facilità e prontezza contro di te! Basta dare un fischio, battere un tamburo, mostrare la punta smussata di una spada, promettere un ramo secco di alloro, offrire un pezzo di terra gialla o bianca! Basta insomma prospettare una voluta di fumo d'onore, un interesse da nulla e un misero piacere animalesco... e in un istante si riuniscono i ladri, si ammassano i soldati, si congiungono i battaglioni, si assembrano i mercanti, si riempiono, le case e le fiere, e si coprono la terra e il mare di una innumerevole moltitudine di perversi! Benché divisi fra loro a causa della distanza di luogo o della differenza di carattere o della diversità d'interesse, si uniscono tutti insieme fino alla morte per muoverti guerra sotto la bandiera e la guida del demonio. (...) Lasciami allora gridare dappertutto: Al fuoco! al fuoco! al fuoco!... Aiuto! aiuto! aiuto!... C'è fuoco nella casa di Dio! C'è fuoco nelle anime! C'è fuoco perfino nel santuario... Aiuto! stanno assassinando il nostro fratello!... Aiuto! stanno uccidendo i nostri figli!... Aiuto! stanno pugnalando il nostro buon padre!". Orbene, tra i tanti statisti trionfanti, tra i tanti Prelati ottimisti, nessuno ebbe la chiara e profonda visione di San Luigi Maria. Dietro alle apparenze di splendida tranquillità del mondo di allora, una sete di piacere divoratrice, un naturalismo crescente, una tendenza sempre più accentuata al dominio dello Stato sulla Chiesa, del profano sul religioso, l'effervescenza del gallicanismo, del giansenismo, e dell'azione corrosiva del cartesianismo, preparavano gli spiriti ad immense trasformazioni.

 

Giglio

 

VoltaireQuando era ancora in vita San Luigi Maria, nacquero Voltaire e Rousseau. Prima che finisse quel secolo, gli Ordini religiosi venivano chiusi in Francia, i Vescovi fedeli a Roma furono espulsi, a Notre Dame, una attrice era adorata come dea Ragione. Dalla ghigliottina scorreva abbondante il sangue dei martiri. E se la Storia non può non essere severa con coloro che non previdero la bufera, non può rifiutare il suo omaggio all'uomo di Dio che si mostrò tanto chiaroveggente. Quali sono le virtù che stanno alla base di una così eccezionale chiaroveggenza? Innanzitutto, un grande zelo, un implacabile amore alla verità. Quando si ama la Fede, quando si desidera avere i due piedi ben piantati nella realtà oggettiva, quando si odiano le illusioni e le chimere, l'intelligenza non si sazia nel vedere le cose in superficie, oppure frammentariamente, la volontà non si accontenta di sforzi sporadici nei momenti di fervore. Un cattolico che ama veramente la Chiesa vuole sapere quali sono i grandi interessi essenziali di essa e li distingue dagli interessi secondari. Il livello della moralità pubblica e privata, la conformità delle leggi, delle istituzioni e dei costumi con la dottrina cattolica, le tendenze implicite o esplicite del pensiero nei vari strati sociali e specialmente nella classe colta, l'intensità della vita religiosa, la devozione dei fedeli alla Sacra Eucaristia, alla Madonna e al Papa, il suo amore alla sana dottrina, il suo odio alle eresie, alle sette, a tutto quanto possa macchiare pur remotamente la purezza della Fede e dei costumi, ecco alcune tra le cose più essenziali per la vita religiosa di un popolo. Per la sua vita religiosa e per quella morale. Per la sua vita morale e di conseguenza per tutta la sua vita temporale. Dunque, il progresso o il declino in questi campi, raramente si manifesta per mezzo di fatti molto percettibili. In generale, si traduce in sintomi discreti ma tipici, i quali richiedono molta attenzione per essere percepiti, molto discernimento per interpretarli, molto tatto per incentivarli o reprimerli.

 

Ciò che gli spiriti senza zelo non vedevano

San Luigi MariaAi tempi di San Luigi Maria, in tutta l'Europa gli spiriti superficiali vedevano le cose in un altro modo. Le vocazioni sacerdotali e religiose erano numerose: ciò gli bastava, e gli interessava ben poco la formazione e la selezione. Le chiese erano numerose e ricche, le feste ecclesiastiche erano sfarzose: gli premeva poco sapere se l'arte religiosa in quelle chiese fosse infetta da ispirazioni profane, tanto proprie del secolo, se queste feste fossero solo esteriorità o se effettivamente elevavano le anime a Dio. I detentori del potere manifestavano di avere fede: però, poco gli interessava sapere se questa fede fosse attiva e indicasse come prendere le redini dello Stato e della società. C'era una censura contro i libri immorali ed eretici, in principio tutto l'insegnamento era strettamente cattolico: però, poco gli interessava sapere se la censura filtrava realmente l'eresia, o se nelle pieghe di ciò che si stampava o di ciò che veniva insegnato nelle università, vi fosse implicito qualche germe di errore.

 

Oziosità, fonte di cecità

Osservare tutto questo, richiede molto lavoro suppone molta serietà di spirito, esige dedicazione, espone alla lotta, crea il rischio di sacrificare delle amicizie. Come è più gaio l'atteggiamento degli spiriti dei superficiali! Si ha il "diritto" di dormire bene, di vivere allegramente, in armonia con tutti. I cattolici ci applaudono perché siamo dei loro. I non cattolici ci applaudono perché non creiamo nessun ostacolo alle loro trame e ai loro progressi. Così si susseguono le generazioni degli spensierati e mentre i problemi si aggravano, le crisi si accumulano e le catastrofi si avvicinano. Certuni muoiono nel loro letto ed hanno un terribile spavento quando vedono che il Cielo non è per la gente della loro specie. Altri sono sorpresi da una Rivoluzione come quella del 1789.

 

Feroce intransigenza degli spensierati

Se vi è stato un uomo che non commise il peccato di spensieratezza, questo fu San Luigi Maria. Egli vide tutto. Le sue parole su menzionate sono un quadro completo delle realtà religiose e morali della Francia e dell'Europa del suo tempo. È chiaro che non fu l'unico a vedere questi problemi. Non sappiamo chi altro, nel suo paese, li abbia visti con la stessa interezza. Meno rari quelli che li videro solo frammentariamente. La maggioranza - e tra questi la maggior parte delle persone di responsabilità - che non vide nulla.

GhigliottinaGià nel 1789, la crisi era irrimediabile. Ecco sono i frutti dell'imprevidenza...

L'imprevidente ha nell'anima un punto dolente. È come il sibarita che sta sdraiato su un letto di rose, ma si trova terribilmente scomodo per un petalo piegato. Questo punto dolente è la convinzione, che a volte lo assale in profondità, che nella propria vita egli sta sceneggiando un ruolo e non compie la sua missione. Dunque, chi urta questo punto dolente è proprio l'uomo previdente. Perché ritiene doveroso di prevenire, scuotere, risvegliare. Egli previene in tutti i modi, con il suo atteggiamento fermo, con il suo ragionare ferreo, con il suo portamento grave. Per questo motivo l'imprevidente lo odia. Lo odia e lo combatte. Lo combatte in due modi. Prima, con l'isolamento. Tuttavia gli uomini previdenti possiedono un'inevitabile forza di attrazione e non vi è chi riesca ad isolarli. Allora subentra la diffamazione, l'ostracismo, la persecuzione dichiarata. Tutte queste armi furono adoperate contro San Luigi Maria. Il fatto terribile è che con questo egli acquisì un'aureola di martire, salì la scala della santità e divenne invincibile. Quando nel 1789 l'alluvione spazzava via tutto, e gli imprevidenti piangevano, transigevano, fuggivano oppure morivano, si imbatté in un solo ostacolo: la Chouannerie, un fiore cavalleresco e santo, che nacque dall'apostolato di San Luigi Maria. Questi sono i premi della previdenza.

 

La previdenza non è pessimismo

Questo Santo ammirevolmente previdente, che previde avvenimenti così terribili, era lungi dall'essere pessimista se si intende questa parola come una ostinazione malaticcia nel vedere solo il lato cattivo delle cose. Ecco i giorni susseguenti alla grande crisi che nei nostri giorni è giunta al suo parossismo, da lui previsti nella sua preghiera: "Quando verrà questo diluvio di fuoco del puro amore, che devi accendere su tutta la terra in modo così dolce e veemente da infiammare e convertire perfino i musulmani, i pagani e gli ebrei? Nulla si sottrae al suo calore [Sal 19,7]. Si accenda dunque questo divino fuoco, che Gesù Cristo è venuto a portare sulla terra [Cf Lc 12,49], prima che divampi quello della tua ira che ridurrà in cenere tutta la terra. Mandi il tuo Spirito e tutti sono creati, e rinnovi la faccia della terra. Invia sulla terra questo Spirito tutto fuoco e crea sacerdoti tutto fuoco! Dal loro ministero sia rinnovato il volto della terra e riformata la tua Chiesa".

(Plinio Corrêa de Oliveira - "Catolicismo", Luglio 1955, N°. 55)

 

(*) "Preghiera infuocata" di San Luigi Maria, dal sito "Flos Carmeli"

 

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