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LA SUA INVOCAZIONE PREFERITA

 

MADRE DEL BUON CONSIGLIO DI GENAZZANO

Bontà, tenerezza e protezione

 

La fisionomia della Madonna in questo quadro è totalmente distesa. Non si nota nessun muscolo contratto. La sua espressione è così, soltanto per la contentezza di avere fra le braccia il Bambino Gesù. Pensa solo a Lui. Non ha nessun’altra preoccupazione. Il mondo intero non esiste per Lei, ma soltanto il Bambino. Lei non Lo sta propriamente guardando, ma fissa lo sguardo su chi le è davanti e prega.

Tuttavia, perché il viso della Vergine Santissima tocca la fronte di Suo Figlio, è come se Lei provasse un certo compiacimento nella Sua presenza, una certa gioia in quel contatto corporeo che è soprattutto un contatto spirituale molto intimo e che La colma di soddisfazione.


La bontà, la tenerezza e la protezione verso il Figlio vengono evidenziate dalla posizione del collo e della testa. Il Bambino è stretto a Lei e La tiene dal collo; l’estremità della Sua mano è visibile dietro il collo della Madre, il che spiega perché ha il collo leggermente inclinato.

L’intimità del Divino Infante verso la Madre è straordinaria. La tiene come una persona molto abituata a farlo e Lei si lascia prendere, come chi è già stato abbracciato mille volte, considerando persino gradevole il fatto di sentirsi inclinata da un peso così soave, tanto dolce e dilettevole.
Il Divin Bambino è talmente unito a Sua Madre da non voler prendere conoscenza di tutto ciò che rappresenta il mondo esterno. Gode soltanto il gaudio di restare stretto a sua Madre, di sentirsi protetto da Lei e unito alla Sua progenitrice. È tutto attento a Lei, così come la Madre è tutta dedicata al Divin Figlio. Questa piccola creatura non sta pensando a torte e a dolci, non riflette su nessun’altra cosa del genere. Il suo unico pensiero è “Madre” e nello spirito di Lei c’è una sola idea “Mio Figlio”.

Qualsiasi intimità costituisce una relazione racchiusa tra certe persone ed esclude chi  non ne partecipa. Il pittore seppe creare – benché a mio avviso questo quadro fu dipinto da un Angelo – una impressione curiosa, cioè una ‘intimità aperta’. Si ha l’impressione che, stando vicini al quadro si entri nell’ambito di questa intimità - nell’essere amati da Lei, lo si è pure da Lui - e che c’è una intesa fra loro due di soccorrere, entrambi, la persona che gli si avvicina. Avvicinandosi a questo quadro, qualsiasi uno può sentirsi nell’intimità con Loro, può sperimentare il raccoglimento che la presenza di questo dipinto gli incute nell’anima. Che sia un’anima retta, che sia un peccatore, o persino un nemico: se si avvicina, si beneficia di questo raccoglimento.

La Madonna sta sorridendo? Guardando le sue labbra non lo si vede.  Ma ha qualcosa di leggermente  sorridente che si irradia in tutto il viso. È un certo piacere che riguarda il Figlio, ma è anche un compiacersi per il devoto, per il fedele che si è avvicinato. Nel quadro viene insinuato che, chi si avvicina è anche lui un fratello del Bambino Gesù, e perciò un Suo figlio. Questo quadro  potrebbe intitolarsi ‘Adozione’, perché il devoto che semplicemente si avvicina, si sente figlio adottivo, anzi, più che adottivo...

(Plinio Corrêa de Oliveira -  Catolicismo, Ottobre 1998)

 

PLINIO CORRÊA DE OLIVEIRA
maestro del pensiero contro-rivoluzionario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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